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mercoledì 18 aprile 2012

"Madeleine": Una nuova depressione

A cura di: Paolo Leoni

Sulle Isole Britanniche insiste una nuova depressione, denominata (dal centro di calcolo meteorologico tedesco) "MADELEINE". 
"Madeleine" è molto diversa da "Lucia": la prima è una depressione Atlantica profonda 980hpa e generata da masse d'aria ben più grandi rispetto a quelle che diedero vita a "Lucia", inoltre il suo raggio d'azione è e sarà molto più ampio e incisivo; "Lucia", invece, era una depressione Mediterranea che non è mai scesa sotto i 985hpa; è stata, comunque, una depressione di "tutto rispetto" simili valori barici, sul Mar Mediterraneo, capitano raramente. 
Mentre "Lucia" si sta spostando dalla Penisola Scandinava alla Russia Europea, "Madeleine" si avvicina minacciosa alle coste Francesi. 
Dalle attuali elaborazioni modellistiche, sembra che "Madeleine" non raggiungerà l'Europa continentale ma si limiterà a lambire le coste nord-occidentali Francesi.
Ma nonostante rimanga lontana dalla nostra Penisola i suoi effetti saranno comunque duraturi e a tratti insistenti, soprattutto sulle regioni Tirreniche.

Dalle successive immagini satellitari, si nota come un primo nucleo perturbato è già in "viaggio" dalla Spagna verso l'Italia, mentre un secondo nucleo ben più intenso e organizzato (fronte occluso) sta raggiungendo in queste ore la Spagna. 
Già da questa sera gran parte dell'Italia centro-settentrionale sarà interessata da precipitazioni diffuse ma non intense; mentre, da domani, i fenomeni si faranno più marcati ed omogenei.


Carta Sinottica Europea
Loop Satellitare 
Satellite + Evoluzione
Precipitazioni accumulate nelle prossime 72h

venerdì 6 aprile 2012

Focus Meteo: Instabilità primaverile; ritorno del "freddo" per Pasqua e Pasquetta

A cura di: Paolo Leoni
SITUAZIONE METEO ATTUALE
Sinottica Europa: 6 Aprile 2012
Europa: il Vecchio continente è diviso tra Primavera ed Autunno: precipitazioni  tipicamente primaverili, prodotte dall'infiltrazione d'aria più fresca, stanno colpendo le aree centro-meridionali; mentre, una massa d'aria decisamente più fredda insiste sull'Europa centro settentrionale. L'anticiclone è troppo lontano per poter "proteggere" l'Europa dalle incursioni fredda, inoltre è stato duramente colpito dalla depressione "Gritt" posizionata sulla penisola Iberica; la quale sta richiamando e richiamerà aria sempre più fredda.
Le precipitazioni maggiori si avranno in sede Mediterranea con temperature vicine alle medie stagionali, mentre, sul centro nord Europeo, le precipitazioni saranno minori ma viste le basse temperature potranno risultare nevose anche a quote basse, per la stagione. 

Italia: Sulla Nostra Penisola è presente un clima tipicamente primaverile: con diffusi temporali pomeridiani, a tratti anche intensi, e temperature nella media del periodo. L'infiltrazione di aria fredda da nord est sarà sempre più decisa, tanto da far aumentare i fenomeni temporaleschi su gran parte del centro nord Italiano. 

EVOLUZIONE METEO prossime 24/48h

Europa: La depressione "Gritt" lentamente si sposterà verso est, richiamando aria più fredda dalle regioni Europee nord orientali; nel mentre, l'anticiclone comincerà "a scendere" verso la penisola Iberica, ma il suo prossimo obiettivo non sarà il Vecchio continente. Sull'Europa centro-orientale, invece, il clima muterà da autunnale a invernale: tutta la Penisola Scandinava e le aree centro-orientali Europee subiranno il famoso "colpo di coda" dell'inverno, con neve fino quote pianeggianti. 

Italia: Sulla Nostra Penisola, il tempo non subirà variazioni di rilievo, le precipitazioni temporalesche si alterneranno ai raggi solari, ci sarà, invece, un lieve calo termico tra la giornata di Pasqua e Pasquetta. 
Sulle Alpi la neve, durante la giornata di Domenica, potrà scendere anche sotto i 700/800m di quota, mentre in appennino difficilmente raggiungerà quote infiori ai 1000m.
Avremo, pertanto una Pasqua perturbata su quasi tutto il territorio Italiano, mentre, la Pasquetta si presenterà più asciutta ma fresca, per alcune zone anche "fredda" al mattino. 



mercoledì 4 aprile 2012

Focus Meteo: Piogge e fresco, fino a Pasqua

A cura di: Paolo Leoni

SITUAZIONE METEO
Sinottica Europa: 4 Aprile 2012
Europa: Un poderoso anticiclone di 1030hpa insiste sull'alto Oceano Atlantico; mentre, aria più fredda ed instabile scorrendo lungo il suo bordo orientale, affluisce nell'Europa continentale. Pertanto, con una tale configurazione meteorologica, abbiamo un'Europa divisa in due: freddo e neve sulle estreme regioni settentrionali; clima più mite ma decisamente instabile sulla fascia centro-meridionale. 
E sarà proprio l'Europa centrale ad avere un clima decisamente autunnale, con temperature fresche e rovesci diffusi ed a tratti intensi. Tale condizione meteorologica è destinata a protrarsi almeno per le prossime 48/72h. 

Italia: Dopo il notevole calo termico verificatosi durante il fine settimana appena passato, insiste ed insisterà, su gran parte del territorio, questo clima autunnale/primaverile.
Infatti, sulle regioni settentrionali avremo ancora cielo nuvoloso con precipitazioni diffuse e neve sulle Alpi oltre i 1800/2000m; mentre, in pianura la pioggia cadrà ad intermittenza e le nuvole coprendo completamente i raggi solari non permetteranno alle temperature massime di superare i 14°C/16°C.
Sostandoci verso sud, troveremo nelle regioni centrali un clima molto simile a quello appena descritto, sicuramente con qualche grado in più; solo il meridione, per le prossime 24/48h sarà "graziato" dal brutto tempo ma non dal calo termico. 

mercoledì 8 febbraio 2012

Inverno 2011/2012: "Dall'emergenza alla catastrofe"

A cura di: Paolo Leoni
Circa un mese fa l'Inverno era completamente assente nel Vecchio Continente; poi, da metà Gennaio, le dinamiche meteorologiche hanno fatto affluire aria sempre più fredda sull'Europa dell'Est. Con il passare dei giorni l'aria fredda è diventata gelida e lentamente si è spostata verso l'Europa centrale, andando a colpire anche la nostra Penisola. 
Dalla fine di Gennaio, sull'Italia, insiste un aria artico continentale (la tipologia d'aria più fredda in assoluto); inoltre, il continuo affluire di aria artica sul bacino del Mar Mediterraneo ha provocato la formazione di numerosi minimi depressionari (tra cui "Julia").
Molti di noi hanno vissuto a loro spese le copiose nevicate che si sono abbattute in questi giorni, con temperature fortemente negative; altri (pochi), invece, le hanno viste solo in televisione: in ogni caso la situazione in Italia è grave. 
E' ingenuo nascondersi dietro frasi del tipo "è tutto sotto controllo".
Nella aree più colpite la neve raggiunge e supera in molti casi il metro di accumulo: in Romagna a quote pianeggianti la neve ha raggiunto i 60/70cm (Forlì), in collina si supera il metro; così come a San Marino, dove la neve caduta è superiore ai 150cm; stessa cosa per l'appennino Umbro-Marchigiano, Abruzzese, Molisano, Lucano e Calabrese.
I paesi isolati sono moltissimi soprattutto nel centro-sud. Per queste e molte altre aree un'altra nevicata potrebbe essere veramente devastante.
Come se non bastasse la prossima nevicata non sarà una "semplice spolverata".
Prima di entrare nel merito del post due scatti di una delle webcam di San Marino in condizioni normali e attuali. (Fonte: http://www.meteotitano.net)



"Con in mano" gli ultimi aggiornamenti, senza esagerare, la futura irruzione potrebbe essere la più intensa e nevosa di tutte quelle che abbiamo visto o vissuto fino ad ora.
Qualora si dovesse verificare l'attuale evoluzione si passerebbe in pochissime ore da "Emergenza" a "Catastrofe".
Proprio in queste ore una "Bomba Artica" si sta muovendo dall'Europa nord-orientale verso la nostra penisola; raggiungerà l'Italia tra la serata di domani e la notte di Venerdì.
L'aria artica entrando prima dalla porta della Bora (Trieste)e poi dalla Valle del Rodano, attiverà una circolazione depressionaria che produrrà nevicate diffuse e abbondanti sulle aree centro-settentrionali e sull'Appennino centro-meridionale.

Percorso della "Bomba Artica"

Arrivo della "Bomba Artica"
L'Aria Artica presenta sempre valori termici notevolmente bassi, ma questa volta i valori sono prossimi a quelli "storici": il "cuore" della goccia registra -40°C a 5400m, -14°C a 1440m; per i "meno pratici" vuol dire che in caso di precipitazioni nevose la temperatura si potrebbe portare su valori di -4°C/-6°C sulle pianure del Nord Italia e -1°C/-3°C fino a quote basso-collinari sull'Italia centrale con neve fino a quote pianeggianti.
Di seguito "un'immagine riassuntiva" di ciò che potrebbe accadere da Venerdì a Sabato/Domenica. 

La stima degli accumuli è sempre un terno a lotto, ma indicativamente, possiamo affermare che dall'Emilia Romagna fino alla Basilicata si avranno notevoli accumuli, con neve a quote pianeggianti fino al Lazio centro-settentrionale. 
Purtroppo, aree come l'Emilia Orientale, la Romagna, le Marche, l'Abruzzo e il Molise avranno apporti nevosi superiori agli 80/100cm; in alcuni casi si potrà superare il metro di neve fresca. 
Già di per se, questi valori, destano preoccupazione ma se li aggiungiamo ai 100/150cm di neve già caduta possano diventare catastrofici.
Le probabilità di una nuova discreta nevicata a Roma sono molto alte: due volte nello stesso anno sarebbe veramente storico. 

Come ultima notizia, di certo non per importanza e sicuramente la meno felice, dobbiamo segnalare le 31 vittime, causate dal gelo, sulla nostra penisola; mentre, in Europa si sono superati i 300 decessi a causa del gelo e della neve.
Raccomandiamo, la massima attenzione e consigliamo a coloro che vivono nelle aree più colpite, se hanno la possibilità e non l'hanno già fatto, di ripulire il tetto dalla neve.

Nelle prossime ore verranno pubblicati nuovi aggiornamenti a riguardo.

  




giovedì 2 febbraio 2012

Inverno 2011/2012: La depressione "Julia" sta mettendo l'Italia in ginocchio!!

A cura di: Paolo Leoni
Ciò che sta accadendo è un evento più unico che raro. 
Sul Nord Italia sono giorni che nevica e continua a nevicare, con temperature abbondantemente sotto zero. 
In Emilia Romagna, dopo la neve che Martedì e Mercoledì, da questa notte è ripreso a nevicare intensamente. 
Onestamente, non mi sarei mai aspettato, nella giornata odierna, una nevicata così intensa; purtroppo, però, l'aria artica in ingresso è talmente fredda che è sufficiente un "soffio d'aria umida" per scatenare una vera e propria bufera di neve. 
A Bologna sono caduti, fino a ieri, 40cm di neve in 32ore (da Martedì alle 11.00 a Mercoledì alle 20.00); da questa mattina, invece, una nuova e inaspettata nevicata a portato altri 15/20cm di neve fresca. E continua a nevicare abbondantemente!
Tornando alla situazione meteorologica attuale: la depressione ("Julia") che da Mercoledì notte insiste sul bacino del Mediterraneo, ha completato ieri sera la sua "prima passata"; nella notte, complice l'aria artica in ingresso dal Sud della Francia, la depressione ha ripreso vigore, questa volta però a nord delle coste Africane. 
Nella maggior parte dei casi, una depressione collocata sulle coste nord-africane difficilmente riesce ad influenzare il clima del nord-italia, a causa della grande distanza; questa volta, invece, il debole flusso umido inviato dalla stessa depressione, con direttrice Sud-Ovest/Nord-Est,  impattando con l'aria in ingresso da Nord-Est ha prodotto una nevicata inaspettata quanto abbondante. 
E per le prossime ore non ci attendiamo nessun miglioramento anzi: continuerà ad affluire aria gelida sul centro-Nord Italiano e sul bacino del Mediterraneo, la depressione si approfondirà ulteriormente e traslerà lentamente verso l'Italia. 
Data l'eccezionalità e la dinamicità dell'evento i modelli meteorologici non riescono a cogliere l'evoluzione meteorologica superiore alle 24h/36h, pertanto, per Venerdì e Sabato la prognosi è tutt'ora incerta, ma visti gli attuali sviluppi ci attendiamo neve, anche abbondante sul Centro Italia e possibili nuovi accumuli in Emilia Romagna, soprattutto sull'Emilia orientale e sulla Romagna. 
Bologna potrebbe sfiorare il metro.. 

In attesa di ulteriori aggiornamenti... 



martedì 31 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: sarà "Julia" a mettere l'Italia in ginocchio

A cura di: Paolo Leoni
Come largamente annunciato, nella notte si è formata, nel sud della Francia, la depressione che ci accompagnerà almeno fino a Giovedì sera.
"Julia", il centro di calcolo meteorologico tedesco ha deciso di chiamare così questa "neonata" depressione, sta già iniziando a produrre i primi effetti sulla nostra Penisola: con precipitazioni sparse in Liguria, alta Toscana, Piemonte e Romagna. Con il passare delle ore i fenomeni aumenteranno costantemente la loro intensità ampliando, inoltre, il loro raggio d'azione. 
L'evento perturbato durerà almeno fino a Giovedì sera; mentre, le precipitazioni colpiranno soprattutto: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania. 
Per oggi, Martedì:
Cielo molto nuvoloso o coperto su tutto il Centro Nord Italiano, i primi fenomeni si avranno fin dalla mattinata, in rapido incremento già dal pomeriggio. La neve cadrà in pianura su tutto il Nord Italia (ovviamente nelle aree sopra citate), mentre sulla Romagna, si potrà avere acqua mista a neve o neve senza accumulo solo sulla costa riminese a causa dei venti di Bora. Sul centro Italia, invece, i fenomeni saranno più intensi, sopratutto in Toscana, dove la neve cadrà dai 200/300m di quota, così come sulle Marche e sull'Umbria; il Lazio, sarà invece diviso in due: sulla parte settentrionale la neve cadrà dai 300/400m (anche più in basso nel Viterbese e Reatino), mentre, sulla fascia centrale e meridionale non scenderà sotto i 500/700m. Pioggia al centro sud con neve solo sui rilievi.
Per domani, si avrà una recrudescenza del freddo con neve che raggiungerà la costa riminese e le basse colline umbre e laziali. 
Passata "Julia", gli accumuli di neve al suolo potranno essere anche molto consistenti sull'Emilia Romagna (fino a 25cm/30cm in Emilia orientale; 30/40cm sull'entroterra Romagnolo), sulla Toscana, sull'Umbria, sulle Marche e sui rilievi del Viterbese e Reatino. 
Di seguito una "ricostruzione" di ciò che accadrà alle ore 00.00 di Mercoledì 1 Febbraio. 



Ulteriori aggiornamenti in giornata... 

venerdì 27 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: ...ad un passo dalla storia!!!

A cura di: Paolo Leoni

Nuovo Aggiornamento effettuato alle 11.30 del 28 Gennaio 2012(In fondo alla pagina)


Anche questa volta ci sarebbe tanto da dire, ma per non dilungarmi troppo, cercherò di essere il più breve e chiaro possibile. 

"Da ieri ad oggi"
Nei precedenti post si era parlato a lungo della totale assenza dell'Inverno su tutto il comparto Europeo; nonostante fossimo arrivati al "giro di boa" dell'inverno 2011/2012. 
Ma dalla seconda decade di Gennaio, qualcosa è cambiato: inizialmente si è avuto un raffreddamento deciso dell'Europa nord-orientale, con parziale recupero del deficit artico; successivamente, l'aria gelida ha raggiunto anche l'Europa Orientale, con valori termici tutt'ora abbondantemente sotto le medie stagionali anche di 10°C/14°C. Mentre tutta l'Europa Mediterranea e centro-occidentale è rimasta fino ad ora a "guardare".
Temperature registrate alle ore 09.00UTC del 27 Gennaio 2012
Anomalie Termiche registrate alle ore 09.00UTC del 27 Gennaio 2012
"Freddo assicurato e forse Gelo imminente"
Sicuramente molti di voi hanno già sentito parlare dell'arrivo del freddo e della neve; io, invece, ho preferito aspettare la giornata odierna per trattare l'argomento. 
Tale scelta è stata dettata non dalla "poca voglia" o dalla scarsa capacità di interpretare i modelli meteorologici e quindi la futura evoluzione, ma dalla forte dinamicità ed incertezza presente nei modelli stessi. 
Una situazione così dinamica si traduce in cambiamenti repentini anche nell'arco di 12h/24h, pertanto si riduce fortemente il lasso temporale previsionale: fare una previsione affidabile a 72h ore diventa quasi impossibile. 
Detto questo, entriamo subito in merito all'argomento. 
Dalla giornata di domani fino a Mercoledì 31 Gennaio il Mar Mediterraneo verrà "bombardato" da tre gocce fredde. 
Stando alle attuali emissioni modellistiche possiamo dedurre quanto segue: 
- La prima goccia fredda partirà dal Mar del Nord nella notte tra oggi e domani e raggiungerà le coste sud-occidentali della Francia nella notte tra Sabato e Domenica. Il successivo ingresso della goccia fredda nel Mar Mediterraneo genererà un incremento della copertura nuvolosa e delle precipitazioni. Quest'ultime, nel corso del Weekend, andranno a colpire prevalentemente le regioni Italiane nord-occidentali. A causa delle basse temperature dovute all'ingresso di aria più fredda da est, le precipitazioni saranno nevose e abbondanti fino al piano su tutto il Piemonte, sulla Lombardia occidentale e sulla Liguria. 
Non si esclude un possibile coinvolgimento anche dell'Emilia Occidentale. 
"Tabella di marcia" della prima goccia fredda
Neve accumulata entro le ore 00.00 di Lunedì 30 Gennaio
Per ora, direi che può bastare, oltre non conviene spingersi per i motivi appena detti. 
Comunque sia, l'attuale linea di tendenza propone l'ingresso nel Mediterraneo della seconda goccia fredda, la quale non farà altro che seguire la stessa traiettoria della prima, con una componente leggermente più orientale. 
Su questo aspetto, torneremo entro la giornata di domani, in quanto un eventuale spostamento verso est della seconda goccia fredda, comporterebbe un totale coinvolgimento dell'Italia centro-settentrionale. Il tutto previsto per le giornate di Martedì-Mercoledì.

L'ultima goccia fredda, invece, dovrebbe provenire dall'Europa dell'Est: qualora venisse confermata quest'ipotesi, l'Italia sarà costretta a fronteggiare temperature polari dell'ordine dei -15°C/-10°C al suolo con possibile ciclogenesi Mediterranea, ovvero, altra neve!
Ma di questo parleremo, eventualmente, "molto" più avanti.


Aggiornamento: 28 Gennaio 2012

A 24h di distanza da quanto scritto ieri, i modelli meteorologici odierni confermano in pieno quanto già detto.
La Prima Goccia Fredda, attualmente nel cuore della Francia, raggiungerà il Mediterraneo centro-occidentale nella notte tra oggi e domani: come da copione; ma di questo ne abbiamo già parlato.

Entriamo invece nel merito della Seconda Goccia Fredda, in dubbio fino a ieri e confermata oggi dai modelli.
Purtroppo, però, nonostante sia stata confermata la sua azione sul Mar Mediterraneo, attualmente non è possibile stabilire la collocazione esatta all'interno del "Mar Nostrum" e quindi la posizione dell'eventuale minimo depressionario. Detto questo, è tuttavia possibile stabilire un eventuale traiettoria ma per "gli effetti" in sede Mediterranea ed Italica, vi invitiamo a seguire i successivi aggiornamenti sia qui sul Blog che sul sito (www.meteo.ing.unibo.it).


Nella carta sopra riportata sono state indicate le 3 Gocce Fredde con le relative traiettorie.
La Prima Goccia Fredda si è già spostata dal Mar del Nord alla Francia (linea blu continua), ed entro le prossime 72h raggiungerà il Mediterraneo meridionale.
La Seconda Goccia Fredda partirà lunedì 30 Gennaio, dal Mar del Nord, raggiungerà la Francia entro le 24h seguenti e per la sera di Martedì dovrebbe "sfociare" nel Mar Mediterraneo dalla valle del Rodano.
Tale traiettoria (linea rossa tratteggiata) è tutt'ora incerta, con effetti attualmente impossibili da prevedere, ma se venisse confermata un'ipotesi simile, gran parte del Centro Nord Italia sarebbe costretta a fronteggiare un "attacco invernale" degno di nota: con nevicate copiose e temperature abbondantemente sotto lo zero di diversi gradi.

Per quanto riguarda la Terza Goccia Fredda non possiamo fare altro che aspettare la giornata di Lunedì per capire meglio dove "colpirà". Sicuramente il suo moto e la sua traiettoria saranno fortemente influenzate sia dalla posizione dell'anticiclone "Russo" sia e soprattutto dal moto della Seconda Goccia Fredda.

In attesa di ulteriori aggiornamenti,
Alla prossima... 

mercoledì 18 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: Un' Europa divisa in due

A cura di: Paolo Leoni
Finalmente il Vecchio Continente inizia a "tingersi di bianco": grazie alla prima discesa gelida invernale, negli ultimi dieci giorni, qualcosa è cambiato. 
La prima irruzione artica, degna di nota, della stagione invernale ha colpito l'Europa nord-orientale, generando una calo termico anche di 15°C-17°C; in breve tempo le aree ancora "al verde" si sono ricoperte di un leggero manto bianco. 
La colata artica è giunta fino in Grecia e Turchia, dove le temperature sono scese anche 12°C-15°C sotto le medie stagionali: sulle colline greche si sono raggiunti anche i -22°C/-24°C!
Però, mentre l'Europa nord-orientale è stretta nella morsa del gelo, quella centro-occidentale è ancora sotto il dominio anticiclonico.
Forti anomalie positive continuano ad essere registrate sulla Penisola Iberica, in Francia e in Gran Bretagna; mentre, la penisola scandinava centro-meridionale è tutt'ora priva di neve. 
La nostra nazione, invece, si trova sul bordo dell'anticiclone e di tanto in tanto è accarezzata dal freddo proveniente dalle aree più orientali del continente. 
Pertanto l'inverno si percepisce solo attraverso le temperature, in quanto le nevicate continuano ad essere assenti su gran parte del territorio. 
Solo le regioni adriatiche e meridionali hanno avuto qualche occasionale rovescio nevoso di scarsa entità e durata. 
Insomma, continua la lunga linea di tendenza che ci accompagna ormai da molti mesi: temperature quasi sempre sopra la media, totale assenza di precipitazioni e bel tempo. 
Complice proprio l'anticiclone e l'aria fredda proveniente da est, in molte aree del nord Italia la temperatura è scesa fino a -10°C; mentre, si è "rifatto vivo" il fenomeno della "neve chimica": precipitazione nevosa dovuta alla presenza, in prossimità del suolo, di particelle inquinanti, le quali grazie all'elevata umidità e alle bassissime temperature, favoriscono la formazione di piccoli fiocchi di neve. 
Queste "nevicate chimiche" sono spesso di breve durate e il manto nevoso non supera mai i 2-4cm; il tutto con il cielo completamente sereno. 

Guardando oltre, attualmente, non sono previsti cambiamenti radicali di circolazione: l'anticiclone continuerà il suo dominio su gran parte dell'Europa centro-occidentale, mentre le aree nord-orientali saranno nuovamente investite da aria fredda proveniente dalle estreme latitudini settentrionali. 
Fino a pochi giorni fa, sembrava auspicabile un cambio di rotta; purtroppo, con il passare delle ore i modelli hanno "ritratto" il possibile coinvolgimento della nostra penisola. 

Di seguito viene mostrato un confronto relativo all'estensione artica e alla copertura nevosa tra il 5 Gennaio 2012 e il 15 Gennaio 2012
5 Gennaio 2012

15 Gennaio 2012

In attesa di ulteriori aggiornamenti, consiglio a tutti coloro che sono interessati all'argomento di seguire il forum meteo: http://www.forumeteo-emr.it/ 
Alla prossima... 

mercoledì 11 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: E' autunno...in pieno Inverno

A cura di: Paolo Leoni

Siamo prossimi al "giro di boa" dell'Inverno 2011/2012; eppure, fino ad ora, su gran parte del Vecchio Continente l'Inverno non si è fatto ancora vivo. 
Certamente ci sono stati eventi significati come le abbondanti nevicate sui crinali alpini francesi, svizzeri e austriaci; ma ciò non basta per poter parlare di "Inverno".

Analizzando nel dettaglio la situazione attuale emerge vistosamente la pesante anomalia positiva che affligge l'Europa da quasi un anno. 

Anomalia termica degli ultimi 365giorni


domenica 18 dicembre 2011

"Klausdieter" e la prima neve a quote basse

A cura di: Paolo Leoni
Come già annunciato nel post di ieri, questa notte si è formata sul Mediterraneo centrale una nuova depressione: "Klausdieter"


A poche ore "dalla nascita", la depressione in questione sta rispettando perfettamente la "tabella di marcia": con un centro di bassa pressione di circa 1007hpa, quindi non molto profondo, favorisce l'afflusso umido verso le regioni centrali tirreniche e in parte sull'Emilia Romagna. 
Proprio in queste ore deboli precipitazioni stanno interessando il Lazio centro meridionale e il basso Tirreno. Purtroppo, essendo una depressione "appena nata" ed avendo un centro di pressione non troppo profondo, i suoi effetti saranno inizialmente blandi; solo con il passare delle ore si avrà una recrudescenza dei fenomeni, i quali, rimarranno comunque contenuti, ma presenti. 
Come già detto anche ieri, saranno fenomeni prodotti dall'instabilità atmosferica, dovuta alle bassissime temperature in quota (oltre i 5000m); pertanto, sono imprevedibili sia per quanto riguarda la posizione sia per l'intensità: non ci dovremo stupire se in alcune zone si verificheranno isolati rovesci, mentre in altre poco distanti, non precipiterà nulla, in quanto, è una situazione tipica in questi casi.
Comunque sia, le precipitazioni inizieranno a "farsi vedere" solo dalle ore pomeridiane sul centro Italia e dalla sera anche sulla fascia adriatica. 
Per quanto riguarda l'Emilia Romagna: la Romagna sicuramente avrà accumuli maggiori con neve prossima al piano; mentre, l'Emilia dovrà "puntare" a qualcosa di coreografico, anche se la neve raggiungerà da subito le zone pianeggianti. 

Ulteriori, possibili aggiornamenti in giornata. 

sabato 17 dicembre 2011

Buone possibilità di vedere la prima neve dell'Inverno 2011/2012

A cura di: Paolo Leoni
Ne avevamo già parlato, era stato largamente annunciato e puntualmente è arrivato: il Generale Inverno. 
Grazie ad una profonda depressione ("Joachim") posizionata sull'Europa centrale, aiutata da una forte corrente a getto, gran parte del crinale alpino occidentale ha visto, nelle ultime ore, copiose nevicate: in Val d'Isere si sono raggiunti i 2 metri di neve. 
Fonte: http://www.trinum.com/ibox/lesarcs1950/images/arcs1950d9.jpg
Neve che è caduta anche sulle Alpi centrali, orientali e sulle cime più alte dell'appennino.
Da questa mattina, in Italia, il freddo ha iniziato a farsi sentire, complice anche il forte vento proveniente dai quadranti settentrionali. 
L'aria gelida giunta dalle alte latitudini ha prodotto anche delle brevi ed intermittenti nevicate sul centro Italia fino a quote collinari; mentre, sulle coste Laziali la pioggia è stata accompagnata dalla grandine con temperature, che durante i rovesci, sono scese fino a valori molto vicini allo zero. 
Eppure, siamo solo agli inizi. 
Infatti, domani, complice l'aria fredda, si formerà un minimo depressionario proprio sulle coste centrali.
Tale minimo è stato denominato dai centri meteorologici tedeschi "Klausdieter" e sempre secondo i principali centri di calcolo meteorologici dovrebbe raggiungere un valore prossimo ai 1005hpa. 
Sicuramente non è una depressione molto profonda, ma considerando l'ingente quantitativo di aria fredda presente e la forte corrente a getto che insisterà prima sul Mediterraneo occidentale e poi sul nostro paese, si potranno avere effetti inaspettati e occasionalmente moderati. 
Sinottica prevista per Domenica 18.12.2011 ore 12.00 UTC (13.00 Locali)
Fonte: http://www.met.fu-berlin.de/de/wetter/maps/emtbkna.gif

martedì 13 dicembre 2011

E' in arrivo il Generale Inverno

A cura di: Paolo Leoni
A pochi giorni dalla pubblicazione, su questo Blog, dell'ultimo articolo in cui veniva evidenziata la totale assenza di freddo sul Vecchio Continente; quasi "incredibilmente" i modelli meteorologici hanno iniziato a proporre una configurazione futura prettamente invernale. 
L'arrivo del Generale Inverno, nonostante siamo a metà Dicembre, fa notizia: dopo la totale assenza dell'autunno e un inizio inverno di stampo prettamente autunnale, sembra quasi incredibile che tra pochi giorni gran parte dell'Europa verrà avvolta dal gelo e coperta dalla neve. 
Ma tralasciamo le "belle parole" ed entriamo subito in merito all'argomento. 
La colata gelida prevista coinvolgerà da prima il Regno Unito, poi l'Europa Centrale con Francia e Germania in testa, quindi l'area Balcanica ed infine l'Italia. 
Potrà sembrare strano ma questa volta l'aria gelida, inizialmente, non scenderà dalla Penisola Scandinava o dalla Russia Europea, ma il Vortice Polare "preleverà" la stessa dalla Groenlandia e la spingerà sulle aree appena citate.
Considerano il lasso temporale, l'evoluzione e gli attuali aggiornamenti dei modelli meteorologici, possiamo dare per certo l'arrivo del freddo in Gran Bretagna, Francia, Germania ed area Balcanica. 
Come avrete notato, manca l'Italia: per il nostro paese la questione è molto delicata.
Infatti, il Crinale Alpino si comporterà come un "muro" nei confronti dell'aria fredda, la quale non potendo scavalcare le Alpi, sarà costretta a scivolare tutta verso est. Una volta raggiunta l'area Balcanica, potrebbe, essere richiamata in sede Mediterranea dall'Anticiclone, che nel frattempo si sarà posizionato a largo delle coste portoghesi. 


martedì 8 novembre 2011

Senza dubbio: Un evento eccezionale. Sottovalutato e male affrontato.

A cura di: Paolo Leoni

Premetto subito che ciò che andrete a leggere non sarà un articolo piacevole; ma la morte di altre sei persone, dopo le sette vittime dell'alluvione del 25 Ottobre 2011, non può che essere accompagnata da toni pesanti e accuse ben mirate. 
A mio avviso, il principio "Causa-Effetto" è sempre verificato, spesso le cause sono molteplici, così come gli effetti, ma entrambi ben distinti e determinabili. 
Quindi credo sia "stupido" e controproducente non voler individuare le cause degli effetti; perché, così facendo si rischia solo di ricadere nell'errore, senza imparare nulla da quanto è accaduto, senza correggere ciò che è stato sbagliato, ma solo rimanendo in attesa di una nuova catastrofe annunciata. 
Precedentemente a questo post, io stesso ne ho scritto un altro (in data 2 Novembre 2011), relativo alle abbondanti piogge che avrebbero colpito il Piemonte e la Liguria nei giorni 4 e 5 Novembre 2011. 
Il titolo del post era fin troppo chiaro "In arrivo nuove abbondanti piogge: possibili nuove alluvioni" e correlato con commenti ed immagini più che dettagliate; l'articolo voleva concentrare l'attenzione, di coloro che stavano leggendo, su ciò che sarebbe accaduto a poche ore di distanza. 
Mi ero soffermato, visto il "fresco precedente", sull'area di confine tra Liguria e Toscana, ma le carte meteorologiche riportate erano fin troppo eloquenti e sarebbe stato inutile aggiungere altro: "Giusto per riportare un dato visibile dalle mappe: tra Liguria e Toscana in 72h sono attesi più di 400mm, ovviamente stimati, quelli reali potranno essere decisamente maggiori."
Sarebbe bastata la semplice esperienza di un appassionato di meteorologia per capire che l'evento previsto era tutt'altro che normale; anzi, per intensità, durata (oltre 36h) e superficie coinvolta, poteva tranquillamente rientrare nel gruppo degli eventi "più unici che rari".
Eppure, visti i risultati, non tutti hanno dato il giusto peso a ciò che proponevano i modelli matematico-meteorologici.
Dal giorno in cui è stato scritto l'articolo all'ora dell'evento, tutti gli aggiornamenti meteorologici disponibili non hanno fatto altro che confermare, e in alcuni casi rincarare, la dose di precipitazioni per le aree più interessate: Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta.
Credetemi, era fin troppo chiaro e palese quello che sarebbe successo e vista la potenzialità dell'evento sembrava quasi impossibile che questo si potesse realmente verificare.

mercoledì 2 novembre 2011

In arrivo nuove abbondanti piogge: possibili nuove alluvioni

A cura di: Paolo Leoni

A poco più di una settimana di distanza dall'alluvione che ha colpito la Liguria di levante e l'estremo nord-ovest toscano, ritornano le abbondanti piogge.
Come già detto precedentemente, le piogge autunnali per definizione sono spesso moderate e continue, talvolta abbondanti: ovviamente, ciò che è successo il 25 Ottobre in Liguria-Toscana va al di là di ogni regola e schema, fortunatamente non fa parte della normalità ma rientra nel gruppo degli eventi "più unici che rari". 
Purtroppo però in Italia basta molto meno per dar via alla conta dei danni ingenti, sia per la delicata conformazione del territorio sia e soprattutto per la totale assenza di attenzione e cura nel costruire o nel mantenere in regola il territorio. 
Quindi, basta un evento meteorologico un po' "sui generis" e subito si parla di alluvione o allagamenti. 
Per Venerdì 4 Novembre è prevista una configurazione analoga a quella avuta il 25 Ottobre: una depressione proveniente dalla Francia sud-occidentale si sposterà verso il confine Francia-Italia, richiamando aria caldo umida dai quadranti meridionali. L'aria "fredda" in arrivo, scontrandosi con l'aria più calda e umida proveniente da sud, favorirà la formazione di fenomeni meteorologici intensi.

Venerdì 4 Novembre ore 12.00:
Arrivo delle precipitazioni
Sabato 5 Novembre ore 12.00: Fronte freddo in arrivo sulla
nostra penisola e precipitazioni già in atto su
gran parte del territorio con maggior coinvolgimento del
versante Tirrenico, nord Ovest Italiano e crinale alpino

















I modelli matematico-meteorologici attuali prevedono accumuli di notevole entità: addirittura avrebbero inquadrato un evento più intenso e devastante di quello di fine Ottobre.
Questa volta gran parte del nord Italia sarà sotto l'azione di forti piogge e temporali, con accumuli impressionanti.

Precipitazione prevista in 36h: da Venerdì 4 ore 00.00 a Sabato 5 Novembre 2011 ore 12.00 

Precipitazione prevista in 36h: da Sabato 5 Novembre 2011 ore 12.00 a Lunedì 7 Novembre ore 00.00
A questo punto non credo ci sia molto da aggiungere, i dati previsionali sono eloquenti: qualora si verificasse tutto questo, alla fine, ci troveremo veramente in un Italia in ginocchio! 
Giusto per riportare un dato visibile dalle mappe: tra Liguria e Toscana in 72h sono attesi più di 400mm, ovviamente stimati, quelli reali potranno essere decisamente maggiori.

martedì 1 novembre 2011

E con l'arrivo dell'autunno tornano le alluvioni

Nel precedente post relativo all'arrivo dell'Autunno ("Finalmente l'Autunno") mi ero volutamente soffermato sul tangibile pericolo, per le aree più esposte durante queste configurazioni meteorologiche, di una possibile alluvione. Le precipitazioni più intense si sarebbero registrate, secondo previsione, tra l'appennino Ligure-Emiliano-Toscano e sul basso Trentino-alto Veneto: previsione, che successivamente, ha trovato larga conferma nei fatti accaduti e nei dati registrati.
Fin da subito la situazione è apparsa delicata, con una simile configurazione barica l'evento eccezionale è dietro l'angolo, ma di difficile (quasi impossibile) previsione. Io personalmente non mi sarei mai aspettato e neanche immaginato un evento simile, ciò che è accaduto ha qualcosa d'incredibile; definirei l'evento più unico che raro. Tutti noi conosciamo la morfologia del nostro territorio e sappiamo quanto esso sia delicato, eppure continuiamo a commettere "crimini legalizzati" e a rimanere stupiti di fronte ad eventi catastrofici che con più attenzione si sarebbero potuti evitare. 
Costruire in aree ad elevato rischio idrogeologico, trascurare la manutenzione dei letti dei fiumi o dei torrenti oppure la mancata costruzione di opportuni argini di contenimento o protezione vuol dire attendere "pazientemente" la catastrofe. L'evento eccezionale prima o poi arriva e questo, oltre che ad essere un discorso generalizzato, vale per tutte le aree del nostro paese; non esiste comune, città, provincia o regione che si possa sentire esente da questo tipo di fenomeno
"Fortunatamente" o "purtroppo" questa volta la responsabilità umana è attenuata dalla portata dell'evento: un evento con tempi di ritorno secolari è molto difficile da contenere.
Sono passati sei giorni da quel maledetto 25 Ottobre 2011 e proprio oggi è stato ritrovato il corpo della decima vittima, cerchiamo di capire il perché di un evento che sicuramente ricorderemo a lungo. 
La configurazione meteorologica che si è creata il 25 Ottobre è abbastanza diffusa in questo periodo dell'anno, ma questa volta si è creata "la condizione perfetta": un fronte freddo in movimento da Nord-Ovest verso Sud-Est si è scontrato con l'alta pressione che da giorni perdurava sul nostro territorio, nel mentre, aria più umida proveniente dai quadranti meridionali è andata a converge proprio a ridosso dell'appennino ligure generano un vero e proprio "ristagno caldo umido" nelle aree più colpite. Nel momento in cui l'aria fredda è venuta a contatto con l'aria più umida e calda si è innescata una vera e propria "Bomba d'Acqua" che ha riversato al suolo centinaia e centinaia di millimetri d'acqua.
Fonte: 3BMeteo



  












domenica 9 ottobre 2011

Settembre 2011: il 2° Settembre più caldo dal 1800

A cura di: Paolo Leoni
Non è passato molto tempo, dall'ultimo post dedicato all'analisi dei dati meteorologici relativi all'Estate 2011, che già "siamo costretti" a scrivere un nuovo post d'analisi per il solo mese di Settembre.
Ci eravamo lasciati con la seconda metà di Agosto veramente rovente seguita da un inizio di Settembre tra i più caldi degli ultimi anni; e anche se i segnali per l'immediato futuro non erano dei più "freschi", nessuno si sarebbe aspettato un Settembre così caldo.  
Giorno dopo giorno la temperatura registrata era sempre e solo superiore alla media del periodo; successivamente, i dati elaborati agli inizi di Ottobre hanno presentato un "conto bollente", che purtroppo ci aspettavamo. 
Prima però di arrivare ai dati conclusivi, ci sembra doveroso presentare, un quadro generale su scala Europea. 

mercoledì 11 maggio 2011

Basso colpo di coda per l'inverno 2010/2011

Spesso accade che all'inizio della stagione primaverile l'inverno giochi la sua ultima carta. A volte, è capitato, che proprio l'ultima carta giocata dal Generale Inverno è stato un vero e proprio jolly; conservato, magari, per chiudere una stagione invernale un po' magra. Quest'anno l'inverno italiano è stato caratterizzato da alti e bassi e localmente anche da record trentennali o cinquantennali, ma nulla di eccezionale. Sicuramente non c'è stato il famigerato colpo di coda in "formato jolly". L'ultimo evento freddo che ha colpito la nostra penisola, risale agli inizi di Marzo, proprio nei primissimi giorni di primavera meteorologica e agli sgoccioli dell'inverno astronomico.

L'evento che ha colpito il centro-sud Italia tra Domenica 8 Maggio e Martedì 10 Maggio può essere annoverato tra gli "eventi eccezionali". Le avverse condizioni meteo vissute da Puglia e Calabria, in primis, sono più tipiche di fine Novembre o metà Marzo piuttosto che di primavera inoltrata.

Tutto ciò è scaturito dalla posizione dell'anticiclone sul Nord-Est Europeo, il quale, prima ha inviato aria fredda verso le regioni meridionali del Vecchio Continente; poi, spostandosi verso sud, ha causato il "rientro" della stessa massa d'aria fredda, verso ovest. Quest'ultima, si è così riversata nell'area orientale del bacino del Mediterraneo, colpendo in pieno, come detto, Puglia e Calabria ma anche Abruzzo e Molise.
Lunedì 9 Maggio ore 12.00UTC - Situazione Barica e geopotenziali a 500hpa: la massa d'aria fredda si sposta dall'area Balcanica meridionale verso Puglia-Molise-Abruzzo-Calabria
Per queste due ultime regioni (Abruzzo e Molise) tali eventi non sono poi così rari, anche se il verificarsi di tali fenomeni in Maggio è comunque "un fuori stagione". Anche se, per queste zone, nulla di eccezionale: la neve è caduta fino a 1100/1200m mentre sulla costa pioveva con 13°C-14°C.
Discorso ben diverso per Puglia e Calabria. Soprattutto per l'ultima regione, geograficamente parlando, dell'Italia peninsulare.
L'Abruzzo e il Molise hanno subito una passata veloce, soprattutto nella notte tra l'8 e il 9 Maggio, quando il calo termico si è fatto veramente sentire, mentre le piogge non hanno raggiunto accumuli di rilievo.
Analizzando il picco massimo dell'ondata fredda, verificatosi nella mattinata di Lunedì 9 , si può chiaramente vedere come in Abruzzo a 850hpa spunti l'isoterma di 0°C.

Lunedì 9 Maggio ore 06.00UTC - Situazione termica 850hpa: l'isoterma di 0°C raggiunge l'Abruzzo
 
 Fonte: www.meteociel.fr
La stazione meteorologica posta al Passo Godi 1560m (AQ) conferma il vistoso calo termico: 8 Maggio ore 14.00, temperatura di 15.6°C; 24ore dopo, 9 Maggio ore 14.00 circa 1°C, dopo una minima di 0.8°C registrata a metà giornata. In 24ore c'è stato un calo termico di quasi 15°C. Sullo stesso passo la webcam ha immortalato una "mini bufera di neve" con accumulo massimo sull'ordine dei 10/12cm.

Passo Godi 1560m (AQ): 8 Maggio 2011 - 9 Maggio 2011
Fonte: http://www.caputfrigoris.it/rete-meteo/passogodi.htm
Tralasciando l'Abruzzo e il Molise, concentriamo ora la nostra attenzione su Puglia e Calabria: le regioni più colpite.
Partiamo dalla stazione meteo di monte S. Angelo 838m (FG): nella giornata di Lunedì 9 maggio la massima è stata di soli 10°C; mentre la massima di Domenica 8 Maggio, era stata di ben 17°C. Dal grafico si nota chiaramente come il calo si fa più consistente in alcune ore della giornata, ad esempio, nela sera di Lunedì la temperatura ha raggiunto i 6°C. 

Monte S. Angelo 838m (FG): andamento termico
Fonte: www.meteoam.it
Lo scarto termico si fa sempre più marcato scendendo di quota, per un motivo molto semplice: il maggiore soleggiamento rispetto ai mesi invernali, favorisce le zone di pianura. Se ipotizziamo un irruzione fredda ma secca, quindi senza nubi, in quota il calo termico sarà marcato mentre al suolo l'aria fredda non produrrà effetti di rilievo. Quindi, nelle regioni in esame alle quote pianeggianti, durante la giornata di Domenica il sole e le condizioni in quota ancora stabili hanno favorito massime anche oltre i 20°C; poi l'arrivo dell'aria fredda e le annesse precipitazioni hanno fatto calare drasticamente i valori termici. E' il caso di Bari, Lecce, Crotone. Nel capoluogo Pugliese, Bari, nella giornata di Domenica la massima è stata di 22°C,  mentre, Lunedì si sono registrati 17°C; anche se per tuta la giornata la temperatura ha avuto un andamento tra i 14 e i 16°C.
Bari: andamento termico
Fonte: www.meteoam.it
Entriamo nella regione più colpita: la Calabria. Partiamo dalle quote alte: Monte Scuro 1677m. Nel cuore della Sila è tornata la neve. La stazione di Monte Scuro nella giornata di Domenica aveva fatto registrare una massima di 12°C; mentre, la temperatura massima registrata Lunedì è stata solo di 3°C e per tutto il pomeriggio la temperatura ha oscillato tra 0°C e 1°C con la neve che cadeva a tratti copiosa oltre i 1500/1600m. Tornando all'eccezionalità dell'evento, possiamo costatare dalle rilevazioni come la massima di Martedì sia stata inferiore alla media minima di quasi 1°C, con uno scarto medio di 3°C, circa. Valori veramente notevoli per il periodo, nonostante la zona a quota elevata. 
Monte Scuro 1677m (CS): andamento termico
Fonte: www.meteoam.it
Per ottenere notizie più dettagliate, ci viene incontro il sito dell'ArpaCal. Un po' tutte le stazioni meteo posizionate sulla fascia centro-orientale della Calabria propongono dati degni di nota. Ma, per comodità, scegliamo solo quelle più rilevanti. La stazione di Camigliatello è situata nel cuore della Sila a "soli" 1368m. Tale quota è stata sufficiente per rituffare il piccolo paese in Inverno. Infatti tra Lunedì e Martedì la stazione meteorologica ha registrato valori invernali, o sicuramente tardo autunnali, con accumuli precipitativi notevoli. Molti dei quali sotto forma solida (neve). Dai grafici si stimano circa 50mm di precipitazioni avvenute con temperature comprese tra i -2°C e i 2°C (il grafico riporta una massima di 7,4°C registrata nella giornata di Lunedì, da un'analisi accurata, tale valore è stato misurato all'alba di Lunedì 9 Maggio. Il calo è stato poi prodotto dall'arrivo di un primo nucleo freddo con grandine e pioggia battente, facendo scendere in pochissimo tempo la temperatura, vicino agli 0°C). 
Camigliatello Monte Scuro 1368m (CS): Temperature Media Giornaliera
Fonte: http://www.cfcalabria.it/
Camigliatello Monte Scuro 1368m (CS): Temperature Minime
Fonte: http://www.cfcalabria.it/
Camigliatello Monte Scuro 1368m (CS): Temperature Massime
Fonte: http://www.cfcalabria.it/
Camigliatello Monte Scuro 1368m (CS): Precipitazioni
Fonte: http://www.cfcalabria.it/
 
A conferma di ciò, le webcam della zona in questione hanno regalato un suggestivo panorama invernale nel cuore della primavera. 

Camigliatello Silano 1368m (CS): Paese
Fonte: http://www.camigliatellosilano.eu/live-corso-camigliatello.html

Camigliatello Silano 1368m (CS): Inizio Piste
Fonte: http://94.94.164.18/cgi-bin/viewer/video.jpg?streamid=0
Se questi dati e queste immagini vi sembrano "insufficienti" per definire l'evento eccezionale, allora vi dovrete assolutamente convincere del fatto, con l'ausilio dei dati statistici a scala ventennale. Infatti, secondo i dati ottenuti il record di minima nel mese di Maggio per la stazione di Camigliatello è di -1.6°C, registrato nel 1997 e nel 2004. Valore totalmente stracciato con un bel -2.1°C. 
Insomma proprio inverno e sicuramente record. Sempre rimanendo in Calabria scendiamo però di quota, fino al mare, nella città di Crotone. Come detto, più si scende di quota e più incrementa il salto termico. Crotone, Domenica alle ore 12.00 registrava una temperatura primaverile di 21°C (0.5°C oltre la media massima stagionale); mentre 25h dopo, la temperatura era di appena 9°C. La temperatura massima di Lunedì, statisticamente valida, è stata di 16°C (5,5°C in meno dalle medie stagionali) ma se consideriamo  che per quasi tutto il giorno si sono avuti 9/10°C con pioggia e vento sostenuto dai quadranti nord-orientali, allora si può parlare tranquillamente di inverno. 

Crotone: Andamento termico
Fonte: www.meteoam.it 
Vorrei aprire una piccola parentesi: per i dati statistici la temperatura massima è quella registrata nell'arco delle 24h, di solito coincide con le ore più calde, quindi dalle 12.00 alle 15.00. Se partiamo da questo presupposto la statistica afferma che a Crotone il periodo più freddo dell'anno sono la prima e la seconda decade di Gennaio, dove la temperatura massima media è di 12,4°C.  Confrontando questo dato con quello registrato tra le 11.00 e le 18.00 di Lunedì 9 Maggio di soli 9/10°C, si deduce uno scarto di 2°C/3°C. 2°C/3°C da Gennaio!!! Da Maggio sono ben 11°C di scarto. Un valore veramente da record!!! La minima è stata di 8°C, mentre il record di Maggio era di 9°C registrato nel 2009, seguito poi dai 10°C del 2004. Ma stiamo parlando comunque di minima record del mese di Maggio, non di Massima record. In questo caso 9°C si sono registrate a mezzogiorno. 
Per dovere di cronaca, dobbiamo riportare anche i 27mm di pioggia caduti. 

In conclusione dobbiamo veramente riconoscere che l'inverno 2010/2011, per il sud Italia, aveva riservato un colpo di coda veramente storico. Ha giocato il suo jolly migliore, eppure, non dimentichiamoci che molte zone della Calabria ma anche della Puglia hanno avuto eventi record anche a Dicembre 2010. 
Vi lascio con una piccola curiosità: mentre Lunedì pioveva e faceva freddo nel sud Italia, a Livigno si registravano 14.6°C (contro i 10°C di Crotone), con un cielo veramente limpido e un sole "da mare". 

Fonte: http://www.meteo-system.com/stazioni/trepalle.jpg