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venerdì 27 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: ...ad un passo dalla storia!!!

A cura di: Paolo Leoni

Nuovo Aggiornamento effettuato alle 11.30 del 28 Gennaio 2012(In fondo alla pagina)


Anche questa volta ci sarebbe tanto da dire, ma per non dilungarmi troppo, cercherò di essere il più breve e chiaro possibile. 

"Da ieri ad oggi"
Nei precedenti post si era parlato a lungo della totale assenza dell'Inverno su tutto il comparto Europeo; nonostante fossimo arrivati al "giro di boa" dell'inverno 2011/2012. 
Ma dalla seconda decade di Gennaio, qualcosa è cambiato: inizialmente si è avuto un raffreddamento deciso dell'Europa nord-orientale, con parziale recupero del deficit artico; successivamente, l'aria gelida ha raggiunto anche l'Europa Orientale, con valori termici tutt'ora abbondantemente sotto le medie stagionali anche di 10°C/14°C. Mentre tutta l'Europa Mediterranea e centro-occidentale è rimasta fino ad ora a "guardare".
Temperature registrate alle ore 09.00UTC del 27 Gennaio 2012
Anomalie Termiche registrate alle ore 09.00UTC del 27 Gennaio 2012
"Freddo assicurato e forse Gelo imminente"
Sicuramente molti di voi hanno già sentito parlare dell'arrivo del freddo e della neve; io, invece, ho preferito aspettare la giornata odierna per trattare l'argomento. 
Tale scelta è stata dettata non dalla "poca voglia" o dalla scarsa capacità di interpretare i modelli meteorologici e quindi la futura evoluzione, ma dalla forte dinamicità ed incertezza presente nei modelli stessi. 
Una situazione così dinamica si traduce in cambiamenti repentini anche nell'arco di 12h/24h, pertanto si riduce fortemente il lasso temporale previsionale: fare una previsione affidabile a 72h ore diventa quasi impossibile. 
Detto questo, entriamo subito in merito all'argomento. 
Dalla giornata di domani fino a Mercoledì 31 Gennaio il Mar Mediterraneo verrà "bombardato" da tre gocce fredde. 
Stando alle attuali emissioni modellistiche possiamo dedurre quanto segue: 
- La prima goccia fredda partirà dal Mar del Nord nella notte tra oggi e domani e raggiungerà le coste sud-occidentali della Francia nella notte tra Sabato e Domenica. Il successivo ingresso della goccia fredda nel Mar Mediterraneo genererà un incremento della copertura nuvolosa e delle precipitazioni. Quest'ultime, nel corso del Weekend, andranno a colpire prevalentemente le regioni Italiane nord-occidentali. A causa delle basse temperature dovute all'ingresso di aria più fredda da est, le precipitazioni saranno nevose e abbondanti fino al piano su tutto il Piemonte, sulla Lombardia occidentale e sulla Liguria. 
Non si esclude un possibile coinvolgimento anche dell'Emilia Occidentale. 
"Tabella di marcia" della prima goccia fredda
Neve accumulata entro le ore 00.00 di Lunedì 30 Gennaio
Per ora, direi che può bastare, oltre non conviene spingersi per i motivi appena detti. 
Comunque sia, l'attuale linea di tendenza propone l'ingresso nel Mediterraneo della seconda goccia fredda, la quale non farà altro che seguire la stessa traiettoria della prima, con una componente leggermente più orientale. 
Su questo aspetto, torneremo entro la giornata di domani, in quanto un eventuale spostamento verso est della seconda goccia fredda, comporterebbe un totale coinvolgimento dell'Italia centro-settentrionale. Il tutto previsto per le giornate di Martedì-Mercoledì.

L'ultima goccia fredda, invece, dovrebbe provenire dall'Europa dell'Est: qualora venisse confermata quest'ipotesi, l'Italia sarà costretta a fronteggiare temperature polari dell'ordine dei -15°C/-10°C al suolo con possibile ciclogenesi Mediterranea, ovvero, altra neve!
Ma di questo parleremo, eventualmente, "molto" più avanti.


Aggiornamento: 28 Gennaio 2012

A 24h di distanza da quanto scritto ieri, i modelli meteorologici odierni confermano in pieno quanto già detto.
La Prima Goccia Fredda, attualmente nel cuore della Francia, raggiungerà il Mediterraneo centro-occidentale nella notte tra oggi e domani: come da copione; ma di questo ne abbiamo già parlato.

Entriamo invece nel merito della Seconda Goccia Fredda, in dubbio fino a ieri e confermata oggi dai modelli.
Purtroppo, però, nonostante sia stata confermata la sua azione sul Mar Mediterraneo, attualmente non è possibile stabilire la collocazione esatta all'interno del "Mar Nostrum" e quindi la posizione dell'eventuale minimo depressionario. Detto questo, è tuttavia possibile stabilire un eventuale traiettoria ma per "gli effetti" in sede Mediterranea ed Italica, vi invitiamo a seguire i successivi aggiornamenti sia qui sul Blog che sul sito (www.meteo.ing.unibo.it).


Nella carta sopra riportata sono state indicate le 3 Gocce Fredde con le relative traiettorie.
La Prima Goccia Fredda si è già spostata dal Mar del Nord alla Francia (linea blu continua), ed entro le prossime 72h raggiungerà il Mediterraneo meridionale.
La Seconda Goccia Fredda partirà lunedì 30 Gennaio, dal Mar del Nord, raggiungerà la Francia entro le 24h seguenti e per la sera di Martedì dovrebbe "sfociare" nel Mar Mediterraneo dalla valle del Rodano.
Tale traiettoria (linea rossa tratteggiata) è tutt'ora incerta, con effetti attualmente impossibili da prevedere, ma se venisse confermata un'ipotesi simile, gran parte del Centro Nord Italia sarebbe costretta a fronteggiare un "attacco invernale" degno di nota: con nevicate copiose e temperature abbondantemente sotto lo zero di diversi gradi.

Per quanto riguarda la Terza Goccia Fredda non possiamo fare altro che aspettare la giornata di Lunedì per capire meglio dove "colpirà". Sicuramente il suo moto e la sua traiettoria saranno fortemente influenzate sia dalla posizione dell'anticiclone "Russo" sia e soprattutto dal moto della Seconda Goccia Fredda.

In attesa di ulteriori aggiornamenti,
Alla prossima... 

mercoledì 11 gennaio 2012

Inverno 2011/2012: E' autunno...in pieno Inverno

A cura di: Paolo Leoni

Siamo prossimi al "giro di boa" dell'Inverno 2011/2012; eppure, fino ad ora, su gran parte del Vecchio Continente l'Inverno non si è fatto ancora vivo. 
Certamente ci sono stati eventi significati come le abbondanti nevicate sui crinali alpini francesi, svizzeri e austriaci; ma ciò non basta per poter parlare di "Inverno".

Analizzando nel dettaglio la situazione attuale emerge vistosamente la pesante anomalia positiva che affligge l'Europa da quasi un anno. 

Anomalia termica degli ultimi 365giorni


lunedì 9 gennaio 2012

Inverno 2011/2012:..solo oltralpe!

A cura di: Paolo Leoni

Mentre la Natura continua imperterrita a non seguire il calendario, i modelli meteorologici hanno iniziato a proporre un deciso cambiamento della situazione meteorologica sul Vecchio continente già dal prossimo Weekend. 
"Prima di cominciare" è doveroso segnalare le abbondante nevicate, prodotte dalle correnti settentrionali, che hanno colpito la Germania meridionale, l'Austria e la Svizzera: in alcuni casi gli accumuli totali al suolo hanno superato i 3-4metri. 
Di seguito una breve "carrellata" di webcam relative alle aree appena citate: 
Svizzera - Riederalp 

Austria - Grossberg











Svizzera - Bettmeralp 
Svizzera - Bolgen
Italia - Livigno
In Italia, invece, la situazione è a dir poco critica: i versanti italiani delle Alpi hanno accumuli di neve al suolo, tipici di Novembre, piuttosto che di Gennaio; l'Appennino settentrionale è "bianco" solo oltre i 1800m/200m, inoltre, il manto nevoso non supera i 10cm/15cm; sull'Appennino centrale, fino al M. Terminillo (RI), la neve ricopre il paesaggio non sotto i 1800m/2000m con evidenti chiazze di verde.
Solo il centro-sud italiano sta vivendo un vero inverno, con neve che è ben visibile già dai 700m/800m sull'Appennino centro-meridionale; 1000/1200m sull'Appennino calabrese e Sicilia: in Sila a 1800m ci sono quasi 60/70cm di neve.
M. Cimone 2000m: http://www.meteosestola.it/

Nel prossimo articolo verranno analizzati i possibili scenari futuri previsti dai modelli... 

domenica 9 ottobre 2011

Settembre 2011: il 2° Settembre più caldo dal 1800

A cura di: Paolo Leoni
Non è passato molto tempo, dall'ultimo post dedicato all'analisi dei dati meteorologici relativi all'Estate 2011, che già "siamo costretti" a scrivere un nuovo post d'analisi per il solo mese di Settembre.
Ci eravamo lasciati con la seconda metà di Agosto veramente rovente seguita da un inizio di Settembre tra i più caldi degli ultimi anni; e anche se i segnali per l'immediato futuro non erano dei più "freschi", nessuno si sarebbe aspettato un Settembre così caldo.  
Giorno dopo giorno la temperatura registrata era sempre e solo superiore alla media del periodo; successivamente, i dati elaborati agli inizi di Ottobre hanno presentato un "conto bollente", che purtroppo ci aspettavamo. 
Prima però di arrivare ai dati conclusivi, ci sembra doveroso presentare, un quadro generale su scala Europea. 

giovedì 15 settembre 2011

a cura di Paolo Leoni

L'estate meteorologica, da "calendario", inizia il 1 Giugno e termina il 31 Agosto; quella astronomica, invece, comincia il 21 Giugno e termina il 21 Settembre.
Le date, sia meteorologiche sia astronomiche, sono soltanto indicative; alla fine, come sempre, è la Natura che decide quando "iniziare" e quando "finire". A volte "si attiene" al calendario, altre, fa un po' a modo suo.
Quest'anno, più degli altri anni, sembra proprio che Madre Natura abbia deciso di non seguire affatto il calendario.
Ed ora che l'estate meteorologica è finita, non ci resta che confrontare i dati rilevati con quelli statistici e trarre le  nostre conclusioni a riguardo.
L'infuocato titolo "Estate 2011" non è stato assolutamente scelto a caso, ma riassume e rispecchia la stagione appena passata.
Procediamo, quindi, con ordine all'analisi dei dati, partendo da una scala globale fino a concentrarci sulla provincia di Bologna, passando per l'Europa e l'Italia.  

lunedì 27 giugno 2011

Primavera 2011

a cura di Paolo Leoni
La Primavera meteorologica inizia il 1 Marzo e termina il 31 Maggio; mentre, quella astronomica comincia con l'equinozio di primavera, appunto, il 21 Marzo e termina con il solstizio d'estate il 21 Giugno. Considerando che l'Inverno è la stagione fredda e l'Estate è la stagione calda, l'Autunno e la Primavera vengono definite "stagioni di transizione". Questi due periodi dell'anno, per antonomasia, sono caratterizzati da fasi "invernali" e fasi "estive" più o meno intense, che si alternano per periodi più o meno lunghi.
La Primavera 2011 del Vecchio Continente è stata caratterizzata, soprattutto, da fasi estive; e in alcuni casi, proprio nel cuore della primavera stessa, si sono avute ondate calde tipiche di Giugno e Luglio. 
Ma procediamo con ordine. I dati elaborati, su scala Europea, non lasciano scampo: la primavera appena trascorsa è stata caratterizzata da un' anomalia termica positiva di 1°C-3°C. Valori di anomalia massima si sono registrati tra Francia-Germania-Svizzera-Austria; tali aree hanno rilevato un surplus termico anche di 2-3°C. 
Solo l'Italia meridionale e le aree del Mediterraneo orientale sono riuscite a rientrare in media con la stagione, sicuramente aiutate dalla presenza del mare, che avendo temperature ancora basse, non ha favorito l'aumento termico sull'immediata terraferma. 

Anomalia Termica - Primavera 2011
Per quanto riguarda le precipitazioni, invece, a volte basta guardare l'anomalia termica per dedurre quanto e se è piovuto: anomalie termiche positive sono indice di scarsa piovosità. 
La primavera 2011 è stata decisamente secca, per quasi tutto il continente. L'anomalia precipitativa per le regioni centrali, fino alla Russia Europea, è di circa 50-100mm, con punte di 160-170mm. Tali valori, tradotti in percentuale, corrispondono, per alcune aree, a meno del 25% dell'accumulo pluviometrico medio, in Primavera. Le regioni con maggior deficit pluviometrico sono quelle Francesi e Tedesche, accompagnate anche dall'area sud-orientale della Gran Bretagna e meridionale della Penisola Scandinava. 
Le uniche aree che hanno beneficiato di qualche accumulo in più, sono le stesse che presentano valori termici anomali più contenuti. In primis le aree centro meridionali di Spagna ed Italia. Qualcosa in più "è caduta" sulla costa occidentale dalla penisola Scandinava e sul nord della Gran Bretagna. Comunque sia nulla di rilevante rispetto alla media Europea. Combinando l'anomalia termica positiva e l'anomalia precipitativa negativa, si può dedurre, facilmente, come la primavera 2011 in Europa sia stata caratterizzata dalla presenza, quasi incessante, dell'Anticiclone; con pochissimi episodi atlantici e ancor meno d'origine artica.

Anomalie Precipitative in millimetri - Primavera 2011

martedì 3 maggio 2011

L'inverno Europeo 2010/2011

Gli abitanti della Gran Bretagna, Scozia ed Irlanda ricorderanno a lungo il mese di Dicembre dell’inverno 2010-2011. Per molte regioni del vecchio continente è stato proprio Dicembre il mese più freddo e nevoso di tutta la stagione invernale.   

Dicembre 2010                            
Anomalia Termica Dicembre 2010


Dalla carta in esame si evince come il “cuore gelido” di questo anomalo Dicembre, si sia collocato proprio a sud della Penisola Scandinava. Quasi al centro del vecchio continente. E per quanto, queste regioni siano abituate al freddo, un’anomalia negativa mensile di quasi 8/9°C, rimane comunque degna di nota. Vorrei, però, soffermarmi sul “modo” in cui sono state ottenute queste anomalie così rilevanti: durante un mese invernale capita spesso di avere un ondata calda seguita poi da un ondata fredda (o viceversa), dove di solito una delle due è più intensa dell’altra e quindi a fine mese prevale un anomalia positiva od una negativa. Ma i valori di scarto (dalle medie stagionali) difficilmente superano i 3 o 4°C. Come è capitato all’Italia nel mese in esame: inizio Dicembre molto caldo e poi deciso calo termico durante la 2° decade. A fine anno, quindi, l’anomalia era pressoché nulla. Pertanto per ottenere valori  di 5/6°C al di sotto delle medie stagionali (o al di sopra) si deve assistere ad una staticità dell’evento, ovvero, ad una lunga permanenza in una determinata area, di aria fredda o aria calda, per diversi giorni. Quindi se si tratta di un calo termico di 4-5 giorni si può parlare di irruzione fredda. Ma non nel nostro caso, dove ciò che è capitato all’Europa centro-settentrionale ha avuto una durata di 35/45 giorni, iniziata addirittura già nel mese di Novembre. In tal caso si tratta di un vero e proprio “evento gelido”.
Un simile evento, credo proprio che meriti attenzione. 
Andiamo, quindi, ad analizzare l’andamento termico in una cittadina svedese, proprio nel “cuore gelido” di questo anomalo dicembre. 
La città in esame è Sveg (piccolo centro cittadino nel cuore della Svezia Centro-Settentrionale). 



Si può ben notare come dall’inizio di Novembre fino a fine Dicembre le temperature registrate siano fortemente al di sotto delle medie stagionali. Addirittura, dal secondo grafico, risulta che da metà Novembre a metà Dicembre le temperature siano scese al di sotto delle medie fino a 8°C per quasi 20/25 giorni. Un dato che fa veramente riflettere. Le precipitazioni, invece, sono state molto scarse; si tratta, comunque, di un area dove durante il periodo invernale le precipitazioni sono deboli e continue invece che brevi ma intense. Si stimano comunque 25-30mm di precipitazioni, che con questi valori termici hanno sicuramente prodotto un accumulo nevoso totale di 30cm. 

Cambiamo ora totalmente zona, passiamo in Gran Bretagna. Se gli abitanti della penisola scandinava ricorderanno questo dicembre per il freddo, in Gran Bretagna verrà ricordato per la neve (oltre che per il freddo). Nell’Isola Britannica i valori termici risultano più contenuti seppur sotto media di 3-5°C; ma la vera protagonista è la “Dama Bianca”. La Gran Bretagna, grazie alla posizione geografica (Oceano Atlantico e Corrente del Golfo) difficilmente ha lunghi periodi freddi e la neve cade raramente e soprattutto con durata, al massimo, giornaliera. In questo mese, invece, “ha pagato” proprio la sua posizione geografica, l’aria fredda giunta si è caricata di umidità e a riversato sulla Gran Bretagna ingenti quantitativi nevosi con disagi non indifferenti alla circolazione sia stradale che aerea. Prendiamo come esempio Cranwell (villaggio situato sulla fascia centro-orientale dell’Inghilterra). 


Dai grafici dell’anomalia termica, si notano valori fortemente negativi soprattutto per la prima ed ultima decade di Dicembre; con valori registrati anche di -10°C. Le precipitazioni, seppur non costanti hanno registrato eventi di notevole importanza: all’inizio di Dicembre i millimetri caduti, trasformati in centimetri di neve a causa delle basse temperature, sono prossimi ai 10-15mm, a cui vanno sommati gli altri centimetri caduti nella seconda e terza decade. In totale si raggiungeranno i 30cm di neve, ma ricordo che per queste aree la nevosità media annuale è ben più bassa di quella ottenuta, se non nulla in alcune aree. Il grafico termico ci viene sicuramente in aiuto: la temperatura media giornaliera non scende mai sotto i 5°C, quindi la presenza della neve è praticamente un evento più unico che raro. Pertanto 30cm di neve costituiscono sicuramente un record. A conferma di ciò, una foto scattata il 3 Dicembre a Londra, dove non nevica ogni anno. E la neve nella foto chiarisce bene l’entità dell’evento (tratta da Internet).
Londra, 3 Dicembre 2010
Gennaio 2011
Anomalia Termica Gennaio 2011
Il primo mese dell’anno non lascia molti commenti dal punto di vista meteorologico. Il mese si chiude con un’anomalia quasi nulla o leggermente positiva sul vecchio continente. Da notare ’anomalia positiva della Scandinavia, quasi a voler pareggiare il conto con il Dicembre appena passato. Ovviamente nulla a che vedere con il mese precedente, in quanto 8°C di anomalia negativa non sono e non saranno recuperati. Un occhio cade anche in Islanda, dove, dopo il mite Dicembre anche Gennaio segue il passo dell’ultimo mese del 2010. Insomma l’inizio dell’anno è più autunnale che invernale per molte regioni del nostro Continente, ma “ci può stare”. 

Febbraio 2011
Anomalia Termica Febbraio 2011

A Febbraio torna il gelo. Questa volta però le regioni più colpite sono quelle dell’Europa orientale. Valori di 5/6°C al di sotto delle medie stagionali vengono registrati in Finlandia. Prendiamo in 
esame proprio una città nel cuore della Finlandia: Kuopio.


Si evince chiaramente il lungo periodo gelido nel mese di Febbraio. Le temperature minime raggiungono valori di -30/-33°C a fronte di una media di -15°C. Condizioni, anche qui, quasi da record. Per le precipitazioni vale lo stesso discorso fatto per la Svezia, risultano nella maggior parte dei casi, deboli e continue. E così anche a Febbraio si fatica a raggiungere un accumulo totale di 15mm pari a circa 20cm di neve (viste le temperature).
Non ultima l’anomalia negativa presente anche in Russia, anche se in tal caso l’evento è di portata minore. Queste aree sono abituate a ben altri record.
Discorso ben diverso per l’Europa occidentale, soprattutto per Francia e Gran Bretagna meridionale. Per la seconda, ennesimo tentativo di recupero, in parte riuscito, come poi vedremo. Nel cuore della Gran Bretagna si sono raggiunti i 15-16°C. Valore notevole ma non da record, ma sicuramente ha regalato un po’ di sollievo dopo il gelido Dicembre.

Invero 2010/2011: Dicembre, Gennaio, Febbraio
Anomalia Termica Inverno 2010/2011


In conclusione, con l’aiuto dell’ultima carta, sviluppata nei 3 mesi invernali (Dicembre - Gennaio-Febbraio) si nota come l’ultimo mese (Febbraio) abbia regalato il primo posto sul podio, come area più fredda dell’inverno, alla fascia orientale del nostro continente; seguita dalla Penisola scandinava centro-occidentale. Purtroppo non è bastato un Dicembre da record alla Gran Bretagna per poter “dire la sua”, anche se comunque si aggiudica il 3° posto, di questo podio immaginario. Un inverno senza “né arte e né parte” è invece quello vissuto dalla Penisola Iberica, dalla Francia e dall’Italia. Seppur con qualche occasionale evento locale degno di nota. Soprattutto per l’Italia, ma che tratteremo in un secondo momento.